lunedì 4 luglio 2016

LEARNING DESIGNER

Sto frequentando un corso on line di Project Based Learning (PBL) nella piattaforma "The teacher academy" e devo dire che è abbastanza interessante, soprattutto come aggiornamento sulle migliaia di app utilissime per la didattica che si trovano in rete.
Stimolante il fatto che i partecipanti provengano da tutta Europa (e non solo!) e che siano chiamati di continuo a interagire fra loro.
Il corso è tutto in inglese, quindi è una bella sfida per chi come me sta rinfrescando da poco l'inglese conosciuto a suo tempo a livello scolastico!

Qui rendo pubblica la mia unità di apprendimento (ancora ci sto lavorando, ma l'impostazione c'è) da affrontare in storia in seconda media sulla scoperta dell'America: https://v.gd/pKeVG8

Il programma si chiama Learning Designer e permette di costruire e di condividere unità di apprendimento a partire da una "driving question" secondo il metodo PBL.

Naturalmente la registrazione al sito è gratuita.


venerdì 1 luglio 2016

E VAI COL JIGSAW!!!

Uno dei miei ultimi esperimenti di apprendimento collaborativo prima della fine dell'anno scolastico è stato il tanto temuto jigsaw: mi ha sempre spaventato la complessità del procedimento, ma finalmente mi sono buttata ottenendo buoni risultati!

Volevo affrontare in modo rapido, fissando solo i concetti fondamentali, la crisi del Trecento in Storia, perché poi l'anno prossimo riprenderò il concetto di crisi della mentalità medievale con Umanesimo e Rinascimento, Boccaccio (a confronto con Dante) e le scoperte geografiche del Quattrocento.

Per me era fondamentale che i ragazzi capissero che nel Trecento il sogno di un unico grande potere universale (in mano a Chiesa o Impero) era tramontato, perché al suo posto si erano fatti strada gli Stati nazionali. Poi i singoli eventi storici (la peste, la guerra dei cent'anni, etc...) si prestavano all'approfondimento personale e alla curiosità dei singoli.

Allora ho deciso di procedere in questo modo:

- ho proiettato col videoproiettore uno schema di sintesi di tutta la crisi del Trecento con una lezione frontale di 30 minuti per dare agli studenti la cornice entro cui inserire gli approfondimenti a cura dei vari gruppi;

- ho identificato 5 approfondimenti da assegnare ai gruppi:

  • peste
  • Bonifacio VIII versus Filippo il Bello
  • Guerra dei Cent'anni
  • nascita delle monarchie nazionali in Europa
  • Comuni / Signorie / Stati regionali in Italia
- ho quindi organizzato due tipologie di gruppi:

  • "gruppi esperti": 5 gruppi da 4 membri dove gli alunni studiano l'approfondimento assegnato
  • "gruppi casa": 4 gruppi da 5 membri, ognuno dei quali appartenente a un diverso "gruppo esperto"
Nella formazione dei "gruppi esperti" ho tenuto conto che alcuni argomenti erano più semplici di altri (per esempio la peste o la Guerra dei cent'anni dove affascinante era la figura di Giovanna D'Arco);

- ho spiegato ai ragazzi come funzionava il jigsaw e ho comunicato i gruppi;
- ho cominciato a far lavorare il "gruppo esperti" con la guida di una consegna specifica (2 ore); per casa ogni singolo "esperto" doveva prepararsi bene per l'esposizione ai compagni del "gruppo casa", creando anche una propria mappa o uno schema di supporto per la spiegazione;
- la lezione successiva (3 ore), ho lasciato una mezzoretta ai "gruppi esperti" per ripassare insieme e confrontare i propri materiali (c'erano state anche delle persone assenti la volta precedente che avevano dovuto recuperare, inoltre in questa sede ho mostrato i brevi video di sintesi della Zanichelli perché nella lezione precedente erano sopraggiunti problemi tecnici), poi ho dato il via al lavoro dentro i "gruppi casa": all'interno di essi, chi spiegava doveva cercare di essere il più chiaro possibile e far sì che tutti i suoi compagni prendessero appunti, mentre gli altri alla fine dell'esposizione dovevano concordare con lui una valutazione utlizzando questa rubrica valutativa. Naturalmente, le valutazioni sono state consegnate all'insegnante;
- siccome mi ero accorta che non tutti gli argomenti erano stati perfettamente compresi da tutti gli "esperti" e c'erano stati dei fraintendimenti, ho dedicato un'ulteriore ora per il chiarimento dei dubbi con l'aiuto dei gruppi "esperti", i quali venivano a turno interrogati da tutti gli altri compagni (ma stavolta erano tutti insieme a disposizione dell'intera classe e non uno per ogni singolo "gruppo casa") e se necessario supportati dall'insegnante;
- come attività valutativa finale, inizialmente avevo previsto la somministrazione di un test su tutti gli argomenti per testare le conoscenze, ma poi, considerando che avevo avuto sufficienti strumenti valutativi e che era ormai fine maggio e i ragazzi erano stanchi per una verifica tradizionale, ho provato qualcosa di un po' più divertente e stimolante per loro. Ho rimescolato tutti i gruppi e ho assegnato ai nuovi gruppi la predisposizione di una scenetta riguardante uno dei cinque argomenti che nessuno dei membri del gruppo aveva studiato in qualità di "esperto". La consegna era questa. Al termine di ogni scenetta, i compagni la valutavano tenendo conto del rispetto della consegna, della chiarezza e correttezza delle informazioni, della completezza, dell'originalità e creatività. Tempo impiegato: 2 ore.

TEMPO EFFETTIVAMENTE IMPIEGATO: 9 ore. Le lezioni sono state concentrate in una settimana, per rendere il lavoro intensivo.

OSSERVAZIONI E RISULTATI:
L'attività è risultata molto gradita ai ragazzini: in un feedback conclusivo, mi hanno elencato tutti i punti di forza, a loro avviso, di un lavoro come questo:
- i gruppi esperti, lavorando insieme su diverse tipologie di materiali, hanno compreso meglio i concetti;
- le spiegazioni sono avvenute entro piccoli gruppi, quindi era più semplice seguirle rispetto alla lezione frontale "in plenaria" dell'insegnante;
- non era un'unica grande spiegazione, ma tante piccole "sottospiegazioni" assegnate ad alunni diversi;
- ogni singolo alunno ha potuto prendersi il proprio spazio per spiegare agli altri il proprio argomento senza rischiare di venire interrotto dal saccentone di turno che spesso in classe ruba la parola al più piccolo cenno di insicurezza;
- ognuno si sentiva responsabile nei confronti degli altri membri del "gruppo casa": c'era chi era tutto agitato e aveva veramente ripetuto tanto anche a casa!
- l'attività è stata divertente e piacevole, in particolar modo le scenette finali.

Queste le osservazioni dei ragazzi, che mi hanno chiesto di ripetere l'esperienza. Io aggiungo che ho notato che l'attività ha favorito l'integrazione: persino un alunno seguito dall'insegnante di sostegno con gravi problematiche di comunicazione e relazione coi pari è riuscito (tramite differenziazione dei materiali e uso di mappe concettuali) ad apportare il proprio contributo. Naturalmente, questo risultato dipende da vari fattori: ho usato il cooperative learning tutto l'anno, quindi non è stato il miracolo di un singolo esperimento! E poi la classe è veramente aperta all'inclusione e ha sottolineato più volte i progressi del ragazzino come quelli di altri in classe.

Devo dire che ho avuto diversi strumenti di valutazione, naturalmente non "matematici", ma comunque utili:
- osservazione dei ragazzi mentre lavoravano in gruppo
- valutazione e autovalutazione tra pari
- momento di "interrogazione" dei compagni ai gruppi esperti (e lì si è visto chi padroneggiava bene il proprio approfondimento e anche, tra i compagni, chi faceva domande mirate perché aveva compreso e studiato in generale tutto l'argomento)
- prodotto finale della scenetta.

E' mancato un momento di verifica finale più oggettiva (a mo' di quiz su tutto), ma i ragazzi che se l'aspettavano avevano comunque studiato e io all'ultimo, avendo notato con quale motivazione ed entusiasmo si erano adoperati in ogni fase dell'unità di apprendimento (circa metà classe aveva persino preparato delle mappe concettuali non solo per sé ma anche per i compagni del "gruppo casa"! Si sono proprio calati nella parte dell'insegnante!), ho deciso di graziarli e di proporre un'attività meno pesante. Certo, so chi ha acquisito di più e chi un po' meno, ma quel che conta è la voglia di imparare, l'impegno, l'energia profusa per altro utilizzando strategie e strumenti per lo studio in autonomia, più che la misurazione di quante nozioni avevano incamerato. Per altre unità di apprendimento ho voluto misurare, non è che non l'abbia mai fatto, ma stavolta ho resistito alla tentazione!

Altra osservazione doverosa: io posso contare sul tempo prolungato e quindi su 12 ore alla settimana di Lettere. Chiaro che quelle due ore in più sono preziose, ma se ci si organizza si può lavorare sul cooperative learning anche in un tempo normale. A mio parere bisognerebbe superare l'eccessivo frazionamento orario e lavorare per unità di apprendimento settimanali: per intenderci, se avessi scelto di portare avanti per due ore alla settimana questa unità di apprendimento, non l'avrei ancora finita! Ho scelto di interrompere italiano e geografia per una settimana per dedicarmi solo a storia.
Questo modo di organizzare l'orario scolastico secondo me è vincente, anche se fa un po' paura, perché uno teme di rimanere indietro...

Mi piacerebbe avere un riscontro da parte degli altri insegnanti su un'attività come questa. Spero di riuscire a leggere qualche commento nel blog!


venerdì 13 maggio 2016

Interrogazione di storia alternativa

Ho sperimentato un nuovo modo di interrogare tutta la classe in un'ora circa, partendo dalla tecnica cooperativa delle "Teste numerate".
Ho diviso la classe a gruppi (5 gruppi da 4 persone) e ho assegnato un numero a ciascun membro di ogni gruppo. Ho preparato 4 domande piuttosto ampie (ad es. "Spiega la lotta per le investiture" o "Spiega la rinascita del 1000") e le ho lanciate una alla volta, indirizzandole ai membri dei gruppi aventi lo stesso numero. Ad esempio la domanda 1 è stata destinata a tutti coloro cui avevo assegnato il numero 3 in ogni gruppo.
A questo punto ho dato 2 minuti ai gruppi per rievocare le parole-chiave relative alla domanda, dopodiché ho chiamato i membri selezionati per rispondere ad intavolare un discorso cui tutti dovevano prendere parte: iniziava a rispondere uno, poi lo fermavo e mandavo avanti un altro. Se necessario facevo durante l'esposizione delle domandine per guidare l'interrogato o approfondire quanto detto.

I vantaggi che ho riscontrato: preparando la lezione, innanzitutto, ho la possibilità di scegliere a chi assegnare le domande, quindi se so che devo risentire certi alunni su un dato argomento li numero tutti alla stessa maniera ed elaboro una domanda ad hoc. Tale attività poi mi consente di far ripassare un'ora a settimana, quindi con regolarità, gli argomenti affrontati in modo più coinvolgente all'interno dei gruppetti, dove per altro si crea una sorta di squadra (benché non sia una gara): i compagni del gruppo incitano l'interrogato, applaudono, lo incoraggiano, perché si sentono quasi responsabili della sua performance! Non solo ho modo di risentire un po' tutti a turno sugli argomenti già studiati: ogni settimana, per i più bravetti, inserisco tra i quesiti l'ultimo argomento spiegato e quindi constato se è stato compreso; poi, a forza di ripeterlo, confido che venga pian piano assimilato da tutti.
Ho trovato interessante anche l'osservazione dei gruppi durante quei due minuti che lascio per rievocare le informazioni (durante i quali faccio chiudere i libri): emerge subito chi è sicuro sull'argomento che poi magari esporrà un altro, così io monitoro la preparazione dei ragazzi non solo durante l'esposizione, ma anche in quei due minuti.
Un altro vantaggio consiste nel fatto che i ragazzi sanno di doversi sempre preparare e sono motivati a farlo perché scatta la dinamica del gruppo: chi non studia, in qualche modo delude gli altri membri del gruppo che tifano per lui.

La parte un po' più complicata è la valutazione: io ho deciso di segnarmi di volta in volta per ciascun alunno dei voti di riferimento sull'esposizione, corredati dall'esito dell'osservazione nei gruppi; è chiaro che non posso segnare sul registro quei voti, troppo parziali; tuttavia, alla fine del mese, farò una sorta di media tra quei voti parziali e saprò di aver interrogato più o meno tutti su certi argomenti (poi chi non è preparato oggi su un argomento verrà risentito la volta successiva sempre su quello, per avere la possibilità di recuperare).
Ho inserito anche un'attività velocissima di autovalutazione: alla fine delle esposizioni, gli alunni stilano una graduatoria di merito all'interno dei gruppi, in cui mettono al primo posto il più preparato della giornata e all'ultimo il meno preparato.

lunedì 18 aprile 2016

Animatore digitale

Da quanto tempo non scrivo sul blog!
Gli impegni sono sempre moltissimi e ora tutte le mie energie sono convogliate nell'elaborazione del progetto di un atelier creativo. Sto cercando di rendere il lavoro il più possibile condiviso, anche se non è semplice, perché devo attendere i tempi dei colleghi.
Come animatore digitale, ho iniziato la formazione ieri a Padova: sinceramente ho portato a casa poco: il fatto è che questa figura è ancora molto vaga e nessuno sa che cosa esattamente dovrà fare e soprattutto con quali finanziamenti. L'impressione è che di nuovo alla scuola siano stati vomitati addosso nuovi oneri senza lo straccio di un quattrino, almeno per pagare l'impegno delle persone... Per strumenti  e formazione ci sono bandi e risorse, ma di base l'insegnante deve progettare e lavorare gratis... I mille euro l'anno promessi POSSONO (non DEVONO necessariamente) pagare l'impegno dell'animatore e del team!
Staremo a vedere gli sviluppi. Intanto spero che i prossimi incontri siano un po' più utili!

venerdì 1 aprile 2016

Giochi di storia per il ripasso dell'Alto Medioevo

Finalmente io e il mio collega abbiamo concluso il lavoro a classi aperte!

Ieri abbiamo fatto incontrare per l'ultima volta le due classi prime per un ripasso sotto forma di gioco di tutti gli argomenti affrontati: martedì ci sarà la verifica conclusiva.

Abbiamo proceduto così: prima abbiamo ideato la verifica (utilizzando Google Drive per la condivisione e l'ideazione a quattro mani anche a distanza), poi, in base alle domande e agli esercizi inseriti, abbiamo organizzato dei giochi tali da richiamare soprattutto le conoscenze che andremo a sondare.

PRIMO GIOCO:
Rivisitazione del gioco del gomitolo studiato al corso sul cooperative learning: al posto del gomitolo, abbiamo usato una palla, perché l'intento non era quello di lavorare sulla rete delle relazioni, ma di focalizzare l'attenzione dei ragazzi sul contenuto.
Frase di lancio: "Tra il IX e l'XI secolo l'Europa si riempì di castelli, perché..."
Ogni alunno che prendeva la palla doveva aggiungere un'informazione sul castello (elementi costitutivi, trasformazioni nel tempo, funzioni...).

SECONDO GIOCO:
Bandierina rivisitata!
Gli alunni, divisi in due squadre e disposti in riga come per giocare a bandierina, ricevono un post it con una parola-chiave (CURTIS, MARCA, CONTEA, AUTOCONSUMO, FEUDO, INVESTITURA...): naturalmente le due squadre possiedono le stesse parole-chiave.
L'insegnante legge ogni definizione e gli alunni con in mano il post-it col termine definito corrono a prendere la bandierina. Si gioca a punti per rendere il gioco più pepato!

TERZO GIOCO
Il mimo.
Abbiamo consegnato alle due squadre delle immagini (tratte dalla verifica) che dovevano mimare alla squadra avversaria: PIRAMIDE FEUDALE, CURTIS, SOCIETA' DEI TRE ORDINI, INVESTITURA.
I ragazzi hanno scelto di mimare la piramide feudale (si sono disposti a piramide e gli altri hanno capito subito!) e la società dei tre ordini: alcuni fingevano di zappare la terra, altri pregavano con le mani giunte, altri ancora fingevano di sfidarsi a duello: è stato molto divertente!

Prossima tappa: la verifica conclusiva ed un'attività di autovalutazione del lavoro di gruppo.

lunedì 14 marzo 2016

Quarto e quinto appuntamento con la storia

Nella quarta e quinta lezione abbiamo finito le esposizioni dei lavori precedenti, abbiamo introdotto dei nuovi concetti (incastellamento e seconde invasioni) con un powerpoint e abbiamo osservato i castelli in miniatura prodotti da alcuni studenti o gruppi di studenti.
In altre ore ricavate qua e là abbiamo dato spazio alle esposizioni di cartelloni e di powerpoint preparati da altri allievi (ma non abbiamo ancora finito di sentire tutti: il problema logistico della mancanza di un luogo decente dove proiettare le slides in caso di tempo soleggiato ci ha un po' spiazzato!) e abbiamo dato dei cenni storici e artistici sulla città di Brescia che a breve andremo a visitare.

Per preparare la visita di istruzione abbiamo deciso di distribuire un breve fascicolo con poche notizie relative alle tappe salienti della storia della città e ai principali monumenti e beni artistici che andremo a visitare. Il testo - privo di qualsiasi foto - è intervallato da domande che troveranno la loro risposta durante la gita.
Compito dei ragazzi sarà quello di portare con sé il fascicolo, annotare le curiosità e gli spunti delle guide turistiche e cercare di rispondere alle domande riportate nel testo ma anche le proprie. Inoltre gli addetti fotografi dovranno scattare foto che andranno a documentare il viaggio e a costituire un album/diario di viaggio delle due classi.

Una criticità che abbiamo notato è stata il fatto che i ragazzi hanno avuto difficoltà a comprendere autonomamente il testo del fascicolo (non semplice, ma comprensibile nelle linee generali, considerando che era stato introdotto da una breve lezione frontale di inquadramento). Peraltro avevamo stabilito che ciascun paragrafo del testo fosse assegnato a un gruppo di allievi, dunque avevamo lasciato ai gruppi una mezz'oretta per leggere insieme la loro paginetta e ricavarne delle domande per l'approfondimento e la miglior comprensione. Proprio nel momento della condivisione delle domande emerse (a volte frutto di misunderstandings e di fraintendimenti del senso generale del testo) noi prof abbiamo colto le difficoltà di comprensione.  
Ciò significa che dovremo lavorare molto nelle nostre classi sulla comprensione del testo.

Ora la prossima tappa è la visita d'istruzione, che sarà seguita da un'ampia risistemazione delle conoscenze attraverso lo strumento del diario/album della gita.

Nota positiva: il successo del lavoro sui castelli. In molti si sono attivati (chiedendo di costruire qualcosa di concreto abbiamo fatto centro, evidentemente!) e hanno costruito dei piccoli capolavori (a volte inaspettati!): naturalmente per farlo hanno dovuto documentarsi autonomamente (molti hanno riprodotto il mastio, il cammino di ronda sulle mura, il ponte levatoio, magazzini e granai, il pozzo, il forno, la residenza del signore con tanto di dettagli interni e suppellettili...).
Vorremmo dare un seguito all'iniziativa allestendo una mostra, ma stiamo lottando contro la mancanza di spazio...
TO BE CONTINUED!

ESERCIZIO IN FLIPSNACK

Pubblico qui un esercizietto veloce che ho svolto all'interno del corso per animatori digitali tenuto on line dalla Zanichelli.

Il compito era quello di fare pubblicità a un nuovo modo di fare didattica meno tradizionale e più digitale. Per farlo si doveva utilizzare uno strumento a scelta tra quelli forniti in elenco.
Io ho scelto Flipsnack, perché è immediato, senza iscrizioni, e perché potrebbe servirmi nella didattica dell'italiano (per esempio si potrebbero raccogliere qui dentro i testi degli alunni afferenti a un determinato genere letterario, come la fiaba, la favola, il mito...).
Appena riuscirò a testarli, pubblicherò altri siti e applicazioni...