martedì 29 giugno 2021

Latino sperimentale

 Come ogni fine anno, è tempo di tirare le somme, anche con l'aiuto del riscontro dei ragazzi. Devo dire che sono particolarmente soddisfatta della sperimentazione in Latino nelle seconde del liceo linguistico, dove avevo a disposizione solo 2 ore a settimana e con la prospettiva dell'interruzione dello studio della disciplina al termine del secondo anno.

Anziché proporre le lezioncine poco motivanti di grammatica, ho scelto di leggere un testo in classe come base per recuperare poi alcune regole morfosintattiche. Come testo ho scelto "Cloelia puella Romana" (si trova in un attimo il pdf su Google) ma comunque ce ne sono tanti altri reperibili anche in internet (consiglio il sito di Vivarium Novum, una miniera d'oro: qui per esempio c'è un elenco di testi molto utili per lavorare in classe https://vivariumnovum.it/risorse-didattiche/pratica-didattica/libri-scolastici ).

Ho scelto Cloelia perché mi consentiva di lavorare sulle leggende legate al mos maiorum, visto che nel testo di parla non solo di Clelia, ma anche di Lucrezia con la cacciata di Tarquinio il Superbo, di Muzio Scevola, di Porsenna... 

Il testo è molto ripetitivo, ma questo non annoia i ragazzi, che si ritrovano frasi e parole familiari in contesti nuovi in cui devono capire come procede la storia. Queste parole poi le imparano a forza di sentirle, senza troppo sforzo. Certo, non è un bel latino, ma neanche le frasette sul manuale sono un granché, oltre ad essere poco motivanti...

Il lavoro che ho svolto è stato questo: sono partita dai prerequisiti, cioè il consolidamento delle prime due declinazioni e dei verbi (presente e imperfetto indicativi più verbo essere), oltre che delle frasi causali e temporali con l'indicativo. Poi leggevo ad alta voce il testo in classe e lo facevo manipolare ai ragazzi tramite domande (da creare o a cui rispondere), interviste ai personaggi, cloze e completamenti vari. Pian piano ho chiesto anche riassunti del capitolo (anche collettivi o a piccoli gruppi) e brani dall'italiano al latino e viceversa con strutture e termini incontrati nel testo. Altro esercizio che funzionava era partire da un'immagine che trovavo in internet (per esempio su Muzio Scevola o l'impresa di Orazio Coclite) e la facevo descrivere. 

Quando abbiamo incontrato argomenti morfosintattici che decidevo di far studiare, li recuperavamo sul manuale in uso e per casa potevo assegnare qualche esercizio lì sopra a cui aggiungevo esercizi interattivi trovati on line, apprezzati molto dai ragazzi. 

In questo modo abbiamo studiato (pian piano) le declinazioni, tutto l'indicativo, le frasi interrogative dirette, aggettivi e pronomi (quelli più frequenti), le frasi infinitive. L'attenzione non era focalizzata sull' errore, ma sulla motivazione a comprendere e poi a produrre in diversi modi frasi latine; la traduzione era lo step finale. 

La memorizzazione delle uscite di nomi, pronomi etc è avvenuta in itinere, quasi in modo naturale, senza grossi sforzi. E se qualche studente non ricordava le uscite, non veniva crocifisso ma era invitato a consultare le tabelle grammaticali, però poi nelle lezioni successive veniva richiamato e doveva dimostrare di aver memorizzato quanto richiesto, un po' per volta. La sufficienza era garantita a chi comprendeva il testo e sapeva rispondere alle domande di compagni e insegnante (in latino e in italiano) sulla storia, con l'utilizzo di un minimo di vocabolario e di strutture di base. Molti studenti hanno raggiunto l'eccellenza perché avevano interiorizzato regole morfosintattiche e costrutti e le sapevano utilizzare per la produzione orale e scritta in latino. 

Fondamentale è cercare di variare quanto più possibile le richieste utilizzando anche il gioco e le sfide in classe. I ragazzi mi hanno confessato che alla fine hanno imparato il latino (almeno quello di base) senza accorgersene! Ovviamente il lavoro di gruppo è fondamentale, sia con gruppi omogenei che eterogenei per livello al loro interno, a seconda dello scopo (il ripasso si presta a gruppi eterogenei così chi ha capito può essere utile a chi ha idee ancora poco chiare, in una logica di tutoraggio tra pari; i gruppi con membri di pari livello li ho creati quando volevo assegnare compiti di difficoltà diverse di modo che la sfida fosse stimolante e alla portata di tutti coloro a cui la proponevo). 

C'erano dei ragazzi che facevano più fatica, ed erano quelli senza basi grammaticali. Difficile attuare una didattica induttiva se non si sa riconoscere il soggetto in una frase! Perciò credo che in una prima, per esempio, si debba sostare molto su questi aspetti basilari. Nelle due classi che ho seguito, su una quarantina di alunni erano soltanto due o tre che avevano questo tipo di difficoltà e che ovviamente erano fragili anche nelle lingue straniere. 

A fine anno posso dire che questo modo di procedere abbia funzionato: i ragazzi hanno apprezzato molto il fatto di poter seguire una storia che li ha incuriositi; il carico di lavoro era proporzionato alle 2 ore settimanali; le lezioni erano varie e per lo più piacevoli. Si è coniugata la grammatica con la civiltà, con in aggiunta approfondimenti di tipo lessicale (partendo dall'etimologia e vedendo gli esiti delle parole latine in italiano e nelle altre lingue). Gli alunni mi hanno confidato che affrontavano il latino senza ansia e che comunque sentivano di imparare (con esiti diversi, certo, in base a impegno e inclinazioni). Alcuni lasciavano il latino con dispiacere (almeno così hanno dichiarato). 

Finisco dicendo una cosa per me importantissima: anch'io come insegnante mi sono divertita molto, nonostante lo sforzo di preparare praticamente tutti i materiali per le lezioni! 


mercoledì 30 dicembre 2020

DAD: CHE COSA VA SALVATO E CHE COSA VA CAMBIATO

30 dicembre 2020. Tempo di speranze e buoni propositi. Speranze relative alla scomparsa graduale del Covid ovunque e soprattutto a scuola; buoni propositi relativi agli errori da evitare, alle nuove idee da sperimentare. Nella mia riflessione mi ha aiutato molto un articolo di Pietro Alotto (leggibile qui), oltre ovviamente all'esperienza diretta. 
 PARS DESTRUENS 
 - Folle per gli alunni e gli insegnanti stare incollati al pc tutta la mattina (nella mia scuola si parla di 4 o 5 ore, a volte 6, tutti i giorni, dal lunedì al sabato); le pause da 15 minuti ogni ora non sono risolutive. Bisogna poi aggiungere che i "compiti" che assegniamo in asincrono sono da svolgere al pc e da caricare su Classroom, quindi altre ore passate a pc da aggiungere al computo (per i docenti queste ore sono peraltro incalcolabili); 
- La scuola in presenza così come è tradizionalmente organizzata ha le sue pecche, figuriamoci la sua trasposizione in modalità DAD: un fallimento, perché gli alunni "bravi", autonomi, responsabili seguono lo stesso, magari facendo un po' più di fatica e senza l'alleggerimento dato dallo stare in mezzo agli altri, mentre chi è più dispersivo o meno motivato si smarrisce ancor di più nella scuola digitale (ha più strumenti per marinare le lezioni, può copiare alla grande etc...); 
- Ecco, parliamo di valutazione: il mondo delle verifiche canoniche e, parzialmente, delle interrogazioni subisce sabotaggi continui, e i docenti sono disarmati di fronte a questi attacchi. Certo, qualche soluzione più valida di altre c'è, ma non esiste la certezza che i nostri alunni abbiano svolto in completa autonomia quiz, test, verifiche che abbiamo loro propinato tramite Google Form, Kahoot, Socrative o simili;
- Questione "comunicazione": da una parte sempre mediata da uno schermo, dall'altra ipertrofica (registro di classe, chat di Classroom, gruppi Whatsapp, messaggi privati legati ai compiti assegnati in piattaforma, email istituzionali, colloqui individuali su Meet...), cioè insostenibile per il docente e dispersiva per l'allievo, che ha la costante paura (quello responsabile, eh?) di essersi perso qualcosa da qualche parte; 
- per quanto riguarda le mie discipline specifiche: se si esula dalla lezione frontale, a volte assai complicata ("Prof, l'abbiamo persa!", "Ragazzi, mi sentite?" etc...), non ci sono molte alternative attuabili: i lavori di gruppo sono fattibili, ma di gestione assai complicata, la Flipped Classroom funziona in alcune classi (quelle con gli alunni diligenti) e forse meglio con alcune discipline, mentre per esempio con l'italiano un po' meno: leggere insieme i testi con i cuori vibranti all'unisono è magico, assegnare le letture autonome per casa o i video con la spiegazione delle stesse è freddo, a volte difficile, asettico, quindi controproducente. Della valutazione ho già parlato: le versioni di latino o le interrogazioni sui verbi a memoria sono una farsa; i temi di italiano facilmente copiabili da internet o come minimo svolti in maniera collaborativa. 

 ERRORI CHE HO COMMESSO O CHE HO RISCHIATO DI COMMETTERE: 
- lezioni basate sull'ascolto dell'insegnante: dopo un po', poi con la connessione che va e che viene, diventano insostenibili anche per gli alunni dotati delle migliori intenzioni (e poi a casa ci sono mille distrazioni, si sa); 
- Troppe, davvero TROPPE VERIFICHE: l'ansia di avere un numero CONGRUO di voti gioca brutti scherzi. Ma la scuola non può ridursi a uno squallido verifichicio... 
- trasformazione della scuola in modalità H24, sia per gli insegnanti che per gli alunni (tanto non hanno altro da fare, no?); - utilizzo di modalità di valutazione solo FINALI, sommative, molto incentrate su conoscenze e abilità, poco sulle competenze; 
- LOTTA IMPARI CONTRO INTERNET E I METODI "COLLABORATIVI" degli studenti: non è che forse sia il caso di accettare che queste cose esistano e di progettare dunque attività che le contemplino anziché inevitabilmente soccombere? 

 CHE COSA HO INDOVINATO, INVECE? 
- Lavori di gruppo in Meet: per gestirli dopo ogni lezione perdevo anni di vita, ma con risultati apprezzabili! Ho imparato ad aprire più stanze di Meet alle quali si collegavano gli alunni divisi in gruppi. Il meccanismo funziona meglio se le attività da svolgere in gruppo sono veloci e poi prevedono una restituzione finale nella "stanza madre" della lezione. Io, però, non sono un'esperta di sintesi, quindi spesso non riuscivo nella stessa lezione (della durata di 45 minuti) a dare le indicazioni, lasciare il tempo necessario per l'attività e poi finire la condivisione in plenaria. Comunque questa si piò lasciare anche alla lezione successiva, o, meglio, si può prevedere una parte di gruppo che poi vada conclusa singolarmente a casa con restituzione su Classroom; 
- Azioni di tutoraggio tra pari: ho sfruttato il sistema delle diverse stanze su Meet anche per attività di recupero attraverso il cosiddetto "peer tutoring". Ai ragazzi è piaciuto, e c'è da dire che laddove non funzionasse Meet i ragazzi potevano sopperire utilizzando Whatsapp, chiamate etc... 
- Apertura delle lezioni tramite brevi video introduttivi (da guardare anche per casa: ma devono essere di pochi minuti, altrimenti non c'è speranza) tramite cui poi far fare lettura selettiva sul manuale per visualizzare i concetti chiave di un evento o di un autore o di un periodo storico; 
- Creazione o reperimento di brevi video mirati su un aspetto specifico (per esempio di grammatica latina) per poi far svolgere degli esercizi in modalità autocorrettiva (con soluzione fornita subito dopo);
- Utilizzo di esercizi on line interattivi con soluzione immediata sia per il ripasso che per il recupero (in latino ne ho trovati alcuni su declinazioni e coniugazioni verbali); 
- Lezioni molto operative: brainstorming per il ripasso (Es.: "Ognuno di voi mi dica una parola o un concetto chiave sul Decadentismo"), caccia al tesoro (Es.: "A gruppi, trovate le risposte a queste domande tratte dal capitolo 4 di storia: vince il gruppo che fa prima e risponde correttamente": non si imbosca nessuno, credetemi!), dibattiti, condivisioni sulla propria interpretazione di una poesia letta insieme, reading teatrali dove confluiva il lavoro di diversi gruppi... 
- Per la valutazione: creazione di quiz molto veloci in Google Moduli (diverse versioni della verifica, domande somministrate in ordine casuale, tempo per la consegna ridotto); conversazioni di gruppo a partire da temi di ampio respiro; prodotti di gruppo (ad esempio mappe concettuali di storia o powerpoint da presentare a lezione) con il supporto di un diario o portfolio narrativo dove i singoli alunni possano tener traccia dell'esperienza vissuta, delle emozioni provate, delle riflessioni sorte anche in chiave autovalutativa. 

 QUANDO L'INCUBO DELLA DAD SARA' FINITO, CHE COSA SI POTRA' SALVARE? (PARS CONSTRUENS) 
Perché ci sarà pur qualcosa da salvare, no? Innanzitutto parto dalla mia idea di scuola ideale in presenza: non una didattica "a ore", ma un luogo dove si possa dar vita a progetti culturali importanti attraverso l'interconnessione tra diverse discipline, il lavoro collaborativo (che deve essere sentito come significativo) e la ricaduta all'esterno dell'Istituto. Non riesco ad immaginare come tutto ciò si possa attuare nella logica delle 18 ore a insegnante con classi "pollaio" divise con l'unico criterio dell'età, ma, dopo anni che insegno e mi interrogo su ciò che combino, ormai so che la "scuola-spezzatino" sul modello esclusivo spiegazione/verifica non può funzionare. Certo, i "bravi" ("bravi" a far che, poi? A capire che cosa richiede l'insegnante e ad eseguire ordini? Questo basta ancora nel mondo là fuori??) possono continuare a starci in un sistema così, chi ha talento magari riesce lo stesso a non perdersi, spesso contando su quello che può trovare AL DI FUORI della mera offerta scolastica. MA GLI ALTRI?? TUTTI INDEGNI?? TUTTI FANNULLONI?? Mah... 

 In attesa che il mio sogno diventi realtà, intanto penso a come rendere il mio piccolo mondo (le mie 4 ore di italiano o le mie 2 o 3 ore di latino o geostoria) un mondo migliore. Che vuol dire per me migliore? Direi in primis MOTIVANTE, ma anche EFFICACE (voglio che i miei alunni sentano che nelle mie lezioni qualcosa si impara!), mi piacerebbe dire persino INCLUSIVO se non puzzasse troppo di retorica, quindi scelgo il più convincente aggettivo COINVOLGENTE. 
 Subito mi balzano in mente le potenzialità dei quiz su Google Moduli, da utilizzare, però, come verifiche formative, cioè, uscendo dal burocratichese, come test per capire nell'immediato se gli alunni stanno seguendo, se stanno capendo e imparando (per esempio le strutture morfosintattiche latine). Quindi niente voto ma correzione (e autocorrezione) immediata. Alla fine del mese (o del bimestre) si vedono tutti insieme i punteggi del quiz e si dà un'unica valutazione (nella quale si tenga conto anche delle capacità di reazione di fronte a un fallimento, della costanza o meno dello studio, della curva di apprendimento in crescita o decrescita). 
Un altro ingrediente da salvare è la laboratorialità, anche sfruttando Classroom (ormai che abbiamo imparato ad usarlo...) e capovolgendo, quando serve, la classe, per esempio chiedendo di vedere dei video e di discuterne a gruppi allo scopo di produrre insieme qualcosa (rispondere a delle domande? Dare una risposta di gruppo a un quesito aperto?). Trovo sia imprescindibile la modalità del laboratorio con i temi di italiano: non ci si può fermare ai temi canonici come uniche occasioni di scrittura supervisionata dal docente... Ho in mente di continuare a creare "Lavori del corso" in Classroom su piccoli scritti mirati (così sono anche veloci da correggere) e/o magari di chiedere ai singoli alunni di creare una cartella condivisa con me delle loro produzioni (anche scrittura libera) per applicare con organicità le strategie del Reading and Writing Workshop (rimando al sito https://www.italianwritingteachers.it e al blog di Sabina Minuto: https://sabinaminuto.wordpress.com/). 
Per quanto riguarda lo studio della letteratura (e in particolare della poesia), rifarei anche attività come "Adotta una poesia di..." o "Riscrivi in chiave moderna la poesia di..." con l'invito agli alunni di lasciarsi andare con i testi poetici, di far sì che essi parlino a loro in questo momento. Oltre allo studio rigoroso della "storia" della letteratura, del contesto socio-culturale e quant'altro, deve esserci un dialogo tra il testo poetico x e il neolettore, perché è in ragione di tale dialogo che quella poesia è stata letta e riletta salvandosi dall'oblio. E secondo me il docente deve porre (e far porre agli studenti) domande aperte sui testi, non solo quesiti chiusi di cui sa già la risposta. Lo ricordo più che altro a me stessa perché spesso me ne dimentico e magari costruisco fantasmagoriche attività dove, stringi stringi, voglio che gli studenti arrivino a dire quello che ho già pensato io (o il critico tal dei tali). Un po' va bene (non è che un testo possa dire tutto e il contrario di tutto), ma in letteratura qualche deviazione è accettabile (purché ogni ipotesi sia costruita sul testo). 
Auguro poi a me stessa di trovare finalmente una maniera sostenibile (per me e per i ragazzi) di valutare e infine voglio annotarmi la necessità di inventare attività complesse da far svolgere a gruppi dove "copiare" dagli altri o da internet diventi un passaggio obbligato per riuscire a portare a termine il compito, evitando però che tutto si esaurisca in un copia-incolla. Potrebbe essere, per esempio per italiano, un lavoro di sintesi a partire dall'analisi di documenti nuovi oppure il confronto tra due testi appartenenti a una corrente o a un periodo storico studiati; o ancora la presentazione alla classe di un movimento letterario attraverso la lettura di alcuni testi e utilizzando come mediatore didattico una mappa concettuale... Per latino si potrebbe optare per la traduzione di un testo complesso parzialmente rielaborato (passi d'autore tali e quali si possono copincollare da internet) oppure per la rielaborazione linguistica di un testo dato insieme alla traduzione (quindi chiedendo di inventare nuove frasi con il lessico a disposizione nella versione oppure di trasformare i tempi verbali o la sintassi...). Anche una ricerca di tipo lessicale può essere interessante (quali sono i modi per tradurre una certa parola? Perché l'autore ha usato proprio quella e non le altre?). Trovo poi sempre un esercizio meraviglioso la traduzione contrastiva. 
Concludo dicendo che secondo me l'attività più preziosa di tutte (anche in termini di piacere di apprendere e costruzione di relazioni significative) resta il teatro (dal semplice roleplay alla messa in scena di un'opera anche in forma ridotta). 
Sento di avere ancora molto da riflettere sulla valutazione, ma per ora è tutto! Chissà che il 2021 mi porti consiglio...

mercoledì 9 settembre 2020

Dante in classe

Trovo molto difficile proporre Dante in modo convincente al liceo. Quando insegnavo alle medie non avevo problemi: i ragazzini non vedevano l'ora di affrontare Dante, avevano aspettative altissime; poi alle medie si fa di solito qualche passo dell'Inferno e poi si lavora su qualche idea di scrittura creativa.
Alle superiori ovviamente bisogna approfondire e leggere di più e anche da Purgatorio e Paradiso, forse meno avvincenti dell'Inferno per un adolescente. La Commedia va introdotta alla luce del percorso che Dante ha fatto fin lì partendo dalla Vita Nova (o Nuova? Alla Ssis col mitico professor Costantini ci siamo interrogati sulla correttezza o meno del dittongamento) e passando per Convivio e De vulgari eloquentia; poi bisogna lavorare su analisi retorica del testo (almeno il concetto di allegoria ecco...) e analisi linguistica (con Dante si fa anche un po' di attenzione a lessico e sintassi). In tutto questo non dimentichiamoci della narrazione, delle storie dei personaggi, del significato delle similitudini e delle complesse indicazioni astronomiche etc...
Quando apriamo un'edizione a caso della Commedia, quel che ci colpisce è quasi sempre la preponderanza delle note rispetto ai versi danteschi. Quel colpo d'occhio spesso basta per allontanare i ragazzi dalla fatica dell'impresa.
Quindi come affrontare Dante in modo rigoroso ma appassionante?
Io ho percorso finora due vie: quella della drammatizzazione e quella dell'attualizzazione.
Drammatizzazione: studio a memoria di alcuni passi dell'opera (in terza avevo scelto l'intero canto terzo dell'Inferno) e sfida di recitazione a gruppi. Naturalmente questa soluzione, dapprima contestata dai miei ragazzi e poi apprezzata, insiste molto sulla musicalità del testo, sulle figure retoriche, in particolare quelle di suono e quelle a sostegno dell'immaginazione (similitudini, metafore, allegorie) e permette di lavorare sulla comprensione profonda (lettura e recitazione si fanno bene se il testo si è capito bene). Per alleggerire il lavoro, è bene dare la parafrasi di massima e/o la sintesi dei contenuti. Grazie a questi strumenti i ragazzi guardano al testo in modo più fiducioso e si lasciano poi trasportare dalle parole... L'attualizzazione consente invece di lavorare sugli interrogativi che ancora oggi il testo dantesco ci pone: lavorando sul Purgatorio, in quarta io e i ragazzi ci siamo interrogati sul concetto di libertà (che poi abbiamo collegato ad Alfieri e Foscolo) e di felicità. Nella pratica leggevamo (e ascoltavamo) un canto o un passo particolare, cercavamo di coglierne il significato e poi partivamo con le connessioni al noi e all'oggi. Nella mia ormai non trascurabile esperienza di insegnamento ho capito che perché una lezione resti serve chiamare in causa le emozioni e rendere gli studenti operativi. In terza, dopo la memorizzazione del terzo canto dell'Inferno abbiamo lavorato a gruppi, ciascuno dei quali doveva preparare un canto per i compagni e cioè imparare a memoria dei passi significativi (qualche gruppo aveva imparato tutto il canto e lo aveva recitato alla classe), spiegarne il contenuto con un'analisi stilistica di massima e poi proporre ai compagni un gioco per la fissazione dei concetti (e qui si erano sbizzarriti!). Ecco, altro alleato imprescindibile: il gioco, il coinvolgimento di tutti. Come fare in regime di Didattica Digitale Integrata? Il gioco si può fare tramite le numerose applicazioni che gli stessi studenti conoscono; la lettura si può chiedere tramite registrazione audio /video magari per realizzare un'unica grande lettura collettiva (ho fatto così con Foscolo l'anno scorso, sia per l'Ortis che per i Sepolcri) e l'attualizzazione si può chiedere in modalità sincrona come forma di condivisione di osservazioni dopo la visione di una video lezione... Altre idee? Per esempio la realizzazione di un prodotto (multimediale o meno) come compito autentico. Poi ovviamente contano tanto la passione e l'entusiasmo del docente!

giovedì 2 aprile 2020

Latine... Virtualiter loquamur!!

Doverosa la premessa che segue: sono fortunata. Da un paio di anni collaboro con un collega che attualmente mi affianca come insegnante di sostegno, ma in realtà è un filosofo e per di più  appassionato di sperimentazione didattica, come me. Perciò noi ci sentiamo quotidianamente, facciamo il punto su ciò che ha funzionato e cosa no in classe, e da qui partiamo per inventarci qualcosa che sia il più possibile efficace. Un'altra cosa per cui non lo ringrazierò mai abbastanza è il suo essere molto critico: non mi fa sconti, se qualcosa non funziona lo dice e poi ci lavoriamo insieme (lui non si tira mai indietro, anzi, sprona me quando mi faccio prendere dal panico causa percezione di inadeguatezza rispetto ai canoni dell'insegnante tradizionale, ahimè imperanti alla scuola superiore).
Questa collaborazione è quanto mai prolifica anche ora che stiamo vivendo la tanto vituperata didattica a distanza. E posso contare su di lui sia per italiano che per latino nella classe quarta dove solitamente siamo in compresenza per molte ore.

E veniamo alle attività proposte a distanza per Latino.
Ancora in tempi non sospetti a lui era venuto in mente di caricare sul suo canale Youtube un video per il ripasso delle infinitive latine (eccolo qui) con un'introduzione teorica e poi degli esercizi da svolgere in modalità stop & go: viene proposta una frase, si invita lo studente a stoppare il video e a tradurla (dall'italiano al latino soprattutto) e poi a riazionare il video per controllare la traduzione.
Ecco che questo vecchio video è diventato un compito in Classroom per i miei alunni di terza e quarta ed è piaciuto così tanto ai ragazzi che ne abbiamo messo a punto un altro sulle infinitive passive e tra poco ne faremo altri ancora! Il compito su Classroom consiste nello svolgere gli esercizi del video sul quaderno o su un file e consegnare a me l'autocorrezione in rosso e un commento finale di monitoraggio dell'apprendimento. Da lì parto per inviare ulteriori spiegazioni e chiarimenti. Un successone! Grazie, collega Ivano!

In terza scientifico sto anche lavorando su Cesare: ho diviso la classe in gruppi omogenei al loro interno per livello; per ciascuno dei gruppi ho creato un file condiviso in Drive con un'attività specifica da svolgere commisurata al livello del gruppo. Si tratta di versioni di Cesare (o rielaborate a a partire da Cesare) da tradurre e commentare oppure di traduzioni da completare o da correggere etc... Ogni gruppo deve anche creare con il lessico del testo fornito delle nuove frasi tramite cui esercitare alcuni costrutti sintattici affrontati. Nelle attività ci sono anche domande di precomprensione in latino, richieste di analisi del testo, ricerche sui personaggi nominati nei testi etc...
I gruppi hanno lavorato assieme per svolgere gli esercizi (ognuno scriveva con un colore identificativo diverso) e poi io ho corretto o a volte solo segnalato gli errori. Ora nella videoconferenza settimanale i gruppi presenteranno uno alla volta i loro testi e sottoporranno ai compagni le loro frasi. Poi, dopo la presentazione, dovranno inventare un quiz o un gioco per verificare che i compagni abbiano capito e appreso i concetti chiave.
Tutto questo lavoro sarà oggetto di valutazione. Certo non potrò sottoporre ai ragazzi la canonica versione: non ha senso adesso (copiano, si fanno aiutare etc...).

In quarta ho proposto invece una videolezione in latino con una semplice spiegazione della vita di Virgilio (ho utilizzato uno dei libretti editi da Vivarium Novum) e ora sto pensando di partire dalla storia di Orfeo ed Euridice semplificata (la classe è molto debole in grammatica) per poi approdare all'originale virgiliano.

Sia alla terza che alla quarta ho infine girato un mio video che ho intitolato "Odi et amo coronavirus" e ho chiesto ai ragazzi di rispondermi sempre in latino con un audio o video. È un modo per farli parlare di ciò che ci sta capitando, ma con lo sforzo di utilizzare il latino. Alcuni hanno colto l'intento giocoso, altri hanno colto la palla al balzo per comunicare tutto il loro disagio, altri ancora devono ancora cimentarsi, ma l'ho concepito come un compito aperto, senza scadenza.

Concludo raccontando quel che sto facendo con la prima linguistico, in cui cerco di attuare a partire da qualche testo decente del manuale (supertradizionale) una didattica di tipo laboratoriale ispirata al latino vivo. Ora che ci sentiamo solo virtualmente, sto proponendo agli alunni capitolo per capitolo un testo semplificato su Orfeo ed Euridice (è un'edizione statunitense che si chiama Eurydice. Fabula amoris), che mi permette di raccontare la storia tratta da Virgilio e di lavorare su alcuni aspetti grammaticali che si incontrano nel testo (terza declinazione; il perfetto). Poi allego alla videolezione in latino degli esercizi sul modello dei Pensa di Familia Romana ed. Vivarium Novum. E dopo qualche giorno preparo video con il correttore.
Con una videoconferenza settimanale posso ritornare su alcuni concetti, chiarire dubbi etc...
Certo, devo preparare io tutto il materiale, ma mi diverto molto! E mi risulta che anche i ragazzi apprezzino...

È molto difficile far presa sui ragazzi con il latino. Sempre. Figuriamoci ora! Ma lavorando in modalità di gruppo e con attività molto semplici in autovalutazione mi sembra che tutti ci stiano provando.

Qui finisce il mio resoconto. Sono disponibile a passare i miei materiali a chiunque lo desideri e a ragionare insieme su queste e altre attività! Grazie e a presto con qualche idea di Geostoria!

venerdì 27 marzo 2020

L'italiano a distanza ai tempi del coronavirus

Come tanti miei colleghi, mi sono impelagata nella famigerata DAD (Didattica a Distanza).
La mia fortuna è stata che in alcune classi già lavoravo con Drive, perciò ero avvantaggiata.
Ho colto l'occasione per imparare a usare Classroom, che in realtà sfrutta le potenzialità meravigliose di Drive. Sto organizzando alcune attività che mi stanno dando soddisfazione: le elenco solo per fornire ai miei tre lettori (venticinque sarebbero già tanti!) qualche spunto.
Oggi racconto ciò che sto proponendo per italiano nella mia seconda articolata (liceo classico più scienze umane) e nella quarta scienze umane.
In seconda liceo stiamo lavorando sul testo argomentativo. Ancora in classe avevo letto un testo scritto da me dal titolo "I voti vanno eliminati". Testo provocatorio, argomento azzeccato, perché i ragazzi si sono appassionati. Su Drive ho organizzato un confronto di gruppo a partire da una tabella Pro vs Contro. Ognuno si piazzava dove voleva e inseriva un argomento a sostegno della tesi. In internet si cercavano fonti (obbligatoriamente da citare).
Altro step: temi a gruppi a partire dalla tesi pro o contro, sfruttando il lavoro di ricerca precedente. Qui ho dato lo schema canonico tesi, argomenti, antitesi e confutazione... Ma ho chiesto di lavorare con attenzione su incipit e finale (perché fossero accattivanti ed efficaci) e di pensare a un destinatario ben preciso da convincere. Seguirà un testo scelto da ogni studente con ricerca e scrittura individuale.
In quarta stiamo anche lì lavorando sull' argomentativo, e in particolare sulla tipologia B della Prima Prova dell'Esame di Stato. Siamo partiti da una traccia uscita l'anno scorso sull'Illusione della conoscenza e su Drive i ragazzi si sono confrontati, hanno lavorato sulla parte di comprensione e hanno creato uno schema ad Y (domande-osservazioni-connessioni) partendo dalla traccia di produzione. Ho chiesto prima di tirar fuori le loro idee e poi di fare ricerca in internet (chissà se mi avranno ascoltato!). Ora devono produrre il proprio testo individuale a partire da quanto emerso nel confronto precedente.
Altra attività proposta nelle due classi in piattaforma Classroom è stata quella della scrittura sulla lettura, cioè un'annotazione sul libro che si sta leggendo o che si è appena finito. Ora mi ingegnerò con delle recensioni creative...
Promessi Sposi: propongo audioletture che trovo in rete e sfrutto la piattaforma per l'analisi condivisa. Ho per esempio creato un compito con la funzione "Compito con domanda" con cui ho chiesto a tutti di analizzare il modo di parlare dei personaggi del capitolo 3. Ciascuno postava la sua risposta e poi poteva leggere quelle altrui.
Altro compito: registrare un vocale (e postarlo in classroom) su una frase ritenuta significativa del capitolo 4 da leggere e commentare sulla base dei concetti chiave illustrati in videolezione. 
Un'altra idea: rivisitazione in chiave moderna del cap. 3 dei Promessi Sposi e in un gruppo da 4 membri realizzare una breve pièce teatrale attraverso vocali da postare su documenti Drive. Un modo per capire se davvero hanno letto il capitolo 3.
In quarta stiamo lavorando sui tre grandi del Settecento e su Goldoni in particolare: ho condiviso la recitazione da parte di una compagnia teatrale locale della Locandiera e ho chiesto loro di prendere appunti sul quaderno (poi fotografati e caricati in piattaforma) ma anche di discutere su foglio condiviso in Drive riguardo a 5 quesiti complessi (la morale, il ruolo di Mirandolina, la natura dell'amore etc...).

Per me fondamentale è proporre attività di gruppo per mantenere il contatto e la relazione.
Concludo con il Dantedì: sempre con la quarta ci siamo organizzati tramite videoconferenza e quindi i ragazzi hanno registrato su Whatsapp dei vocali con ciascuno una terzina circa di Inf. XXVI. Ora stiamo montando gli audio cuciti insieme con dei disegni prodotti da loro e un sottofondo musicale anch'esso creato ad hoc. Spero ne esca qualcosa di carino, ma già sentire tutte le loro voci è stato commovente!

In un prossimo post racconterò di latino e geostoria.
Ora chiudo e vado a nanna!

Grazie per la pazienza di aver letto fin qui. Alla prossima!

martedì 10 settembre 2019

BOZZA DI PROGRAMMAZIONE IN QUARTA LICEO SCIENZE UMANE

Dopo una full immersion nel metodo del Reading and Writing Workshop grazie a una forza della natura di nome Loretta De Martin, sono tornata carica di idee per programmare le attività nelle mie classi. Le difficoltà di applicazione del metodo al triennio di un liceo sono non indifferenti. Però mi sono cimentata nell'impresa e, cogliendo gli stimoli di Loretta e i suggerimenti di Stefano Verziaggi, nonché avendo come faro il prezioso esempio di Sabina Minuto, ho prodotto una bozza di programmazione (da lasciar decantare per qualche giorno) per la mia quarta Scienze Umane.
Preciso che, avendo frequentato il corso di dibattito regolamentato con Novella Varisco e volendo portare avanti un progetto d'Istituto, devo inserire anche questa attività.


Settembre/metà novembre: focus sul READING.
Veloce introduzione a Umanesimo, Rinascimento e Manierismo (non in pura lezione frontale, ma lavorando anche in gruppo su alcuni video e manuale per estrapolare insieme le parole-chiave) e due autori: ARIOSTO (con lettura di ampi stralci dal Furioso raccontato da Calvino), con evoluzione del genere in TASSO (solo Tancredi e Clorinda e qualche passo per far capire le differenze) e MACHIAVELLI, con lettura ad alta voce della Mandragola.

Si scriverà come attività di sostegno alla lettura e alla comprensione del testo; magari si confronteranno le proprie analisi con qualche pagina critica quindi si lavorerà al commento letterario.

A fine modulo: tema di tipologia A (che nella parte di commento personale potrebbe arrivare a cucire insieme testi già prodotti sul quaderno). In itinere interrogazioni o valutazioni sugli interventi in classe.

Metà novembre-dicembre: focus sul WRITING
Testo espositivo e introduzione all'argomentativo (ricerca delle fonti e documentazione; evitare il plagio; struttura dei paragrafi; scopo e destinatario; prendere posizione: costruirsi un'opinione; analizzare un testo argomentativo: struttura e analisi delle prove addotte; evitare le fallacie logiche).
Alla scadenza consegnare un testo espositivo e uno argomentativo.

A FINE QUADRIMESTRE VOTI: 1 tema abbastanza tradizionale e 1 tema in modalità laboratoriale; 1 interrogazione più valutazione sulla partecipazione alle attività laboratoriali di classe.

Durante le vacanze di Natale assegnare a scelta una commedia di Goldoni o Vita di Galileo di Brecht da leggere.

Gennaio: inquadramento di Seicento e Settecento con analisi a gruppi e in plenaria dei testi letti per le vacanze. Leggi qualche stralcio della Vita di Alfieri e di Goldoni; un paio di sonetti di Alfieri.
Alla fine: tema tradizionale di tipologia A

Febbraio: testo argomentativo e dibattito. Dibatti oralmente e poi fai trascrivere per la valutazione scritta.

Marzo/metà aprile: Neoclassicismo e Romanticismo; Foscolo (Dei sepolcri e sonetti) e Manzoni (leggi l'Adelchi a voce alta).
Tema di tipologia A / commento letterario

Metà aprile/maggio: READING: Dante, alcuni canti di Purgatorio e Paradiso.

A fine quadrimestre: due temi tradizionali, interrogazioni o apporti personali nel laboratorio, voto orale sul dibattito; valutazione del testo argomentativo nato dal dibattito; testi prodotti su quaderno o taccuino...

Durante l'anno si lasciano 10 minuti di ogni lezione per la lettura personale o per conversazioni sui libri in lettura personale o per booktalk. Chiederò delle annotazioni sul quaderno (potrei accennare alla possibilità del taccuino, ma è una classe secondo me che non è pronta; magari qualcuno lo potrebbe portare avanti) per agganciare il reading in classe alle proprie letture personali (strategie di lettura che usiamo in classe da applicare sui libri che stanno leggendo).

Certo, questa impostazione non è quella vera del RWW, ma vi si ispira per alcune attività e per certi moduli. Avendo l'Esame di Stato come spada di Damocle, devo esercitare i ragazzi a lavorare sulle tipologie A, B e C, quindi devo chiedere anche temi tradizionali (che per ora mi danno sicurezza). Certo, posso permettere loro di accedere alle annotazioni sul quaderno e magari posso concedere più tempo per lavorare anche a revisione ed editing. Tuttavia, devo portarli a stare dentro i tempi previsti dall'Esame.

Per la letteratura, l'idea è di partire dal testo e poi arrivare all'analisi e alla critica, salvo un inquadramento storico-culturale iniziale.

Spero di non aver dimenticato nulla, perché di carne al fuoco ce n'è tanta e solo facendo e sperimentando vedrò se sono sulla strada giusta.

Buon inizio anno a tutti!

giovedì 18 luglio 2019

Dopo Vicenza... un tentativo di programmazione più efficace!

Vicenza, 16 luglio 2019. Ufficio Scolastico Provinciale. Una cinquantina di professori di Lettere di ogni ordine di scuola, dalla Primaria alla Secondaria di II grado. Denominatore comune: entusiasmo per il  metodo del Reading and Writing Workshop. Valore aggiunto per me: essere in compagnia delle mie super amiche che non vedo così spesso come prima, ora che abito a San Stino.

Subito capisco qual è il punto di forza di questo tipo di formazione: non servono preamboli inutili, qui tutti parliamo già un linguaggio comune. Non serve spiegare che cosa sia una minilesson, quali siano i cardini del metodo. Lo sappiamo già tutti e andiamo oltre: vogliamo confrontarci sulle questioni nodali, sulle difficoltà che abbiamo incontrato sporcandoci già le mani, cerchiamo di capire le soluzioni che altri hanno trovato a problemi comuni.

E poi abbiamo scritto sul nostro taccuino: abbiamo sentito sulla nostra pelle le sensazioni che provano i nostri alunni di fronte alle nostre richieste. L'idea è di mettersi nei loro panni per provare a capire meglio le loro eventuali difficoltà e i loro bisogni.

Finalmente ho potuto associare nomi e volti, profili Facebook e persone reali.

Che cosa ha agito più in me dei tanti stimoli ricevuti?
Direi l'intervento di Loretta De Martin e di Stefano Verziaggi.
Per sperimentare sugli albi mi sento troppo indietro rispetto all'alto livello proposto da Daniela Pellacani, e dall'altra parte qualcosa ho già fatto in quella direzione.
Porto a casa anche la bella riflessione di Simona Malfatti sull'insegnamento di una seconda lingua e so che ci devo riflettere su per tirarci fuori spunti per l'insegnamento del latino. Ma devo meditare molto.

Invece Loretta e Stefano hanno proprio colpito nel segno: hanno captato i miei bisogni del momento, perciò le loro dritte agiscono proprio nell'immediato.

Veniamo al dunque: ho iniziato a programmare per la mia futura seconda articolata (liceo classico/scienze umane). Secondo i suggerimenti ricevuti, analizzo la situazione di partenza di questa classe.

Essa ha accolto in modo favorevole la proposta dell'italiano in forma laboratoriale, e il punto di partenza è abbastanza buono. Rispetto all'anno scorso, c'è bisogno di dedicare più tempo alla scrittura in classe (spesso l'anno scorso non c'era tempo e gli alunni facevano molto a casa) e di dare il via alle consulenze. Non ci sono particolari situazioni drammatiche nel modo di scrivere dei miei alunni: diffusi errorini di ortografia a cui mi sono abbastanza assuefatta, ormai (ci vorrà moooolta pazienza per estirparli, sempre che ci riesca); errori da combattere con tutta me stessa sull'uso dei tempi verbali e dei pronomi (anche questi piuttosto diffusi); in generale livello un po' piatto di contenuti (troppa sintesi, oppure periodi sandwich, alcune banalità...). L'anno scorso abbiamo lavorato sui fondamentali della narrazione (semini non angurie, curva narrativa/focalizzazione, show don't tell soprattutto) e ho visto dei bei risultati: in generale il livello di scrittura si è alzato, c'è più consapevolezza nella scrittura. Vorrei riprendere da qui l'anno prossimo e cercare di lavorare sulla forma e sulla struttura del testo. E devo incrementare l'uso del taccuino non tanto in classe, dove spesso lo facevo estrarre per lampi di scrittura e come sostegno alla lettura, quanto a casa (l'anno scorso chiedevo due annotazioni a settimana ma non stavo sempre a controllare).
Per quanto riguarda la lettura, ho moltissimi lettori voraci in classe, la lettura in generale ha preso piede, i ragazzi tra loro parlano di libri e si consigliano libri, tuttavia vorrei andare oltre: il passo successivo e tappa obbligata è la lettura profonda, non solo in classe, ma anche sui libri personali. L'anno scorso abbiamo iniziato, ma quest'anno bisogna darci dentro!

Vediamo gli obiettivi che mi pongo per la seconda: ripresa del testo narrativo, laboratorio di poesia, introduzione del testo espositivo/argomentativo. Devo traghettare i ragazzi all'analisi del testo letterario sia in prosa che in poesia. Bisogna necessariamente passare per l'Eneide e i Promessi Sposi.

Cerco di lavorare per percorsi modulari, come mi ha suggerito Stefano, non troppo lunghi (come suggerisce Loretta).

Ecco qui che cosa ho in testa:
1 h di grammatica e 3 h di laboratorio.

Ottobre-metà novembre: Eneide (lettura ma anche scrittura: focus sul testo narrativo, la costruzione del personaggio, temi e scopi della narrazione...). Non so se inframmezzare la narrazione con collegamenti ad albi illustrati sul tema del viaggio (mi ha colpito molto quello letto da Daniela all'incontro vicentino) e magari poesie... Però l'idea è di leggere parecchi passi dell'Eneide, anche libri interi... Sicuramente dall'I al IV, poi un salto al VI e qualche passo della seconda parte, quella più iliadica.

Valutazioni: entro metà novembre, consegna di un testo narrativo; valutazione del lavoro sul taccuino, sul processo (bozze, interventi in classe di riflessione in fase di reading etc...); verifica di conoscenze sull'Eneide con piccolo commento letterario (se riesco a lavorarci) basato sulle proprie interpretazioni (partendo dai propri schemi ad Y).

Novembre-dicembre: laboratorio di poesia; autobiografia in forma poetica e analisi dei mentor texts e dei propri pezzi (lavoro su contenuto e forma, sugli strati della poesia).
Prodotto atteso (da valutare): una selezione di proprie poesie con commento (analisi e process paper); un commento di una poesia presentata come mentor text e su cui si è riflettuto in classe.

Gennaio - metà febbraio: immersione nei Promessi Sposi, magari con un percorso tematico (per esempio il tema del viaggio, per richiamare un po' l'Eneide: viaggio come spostamento e come crescita personale). In writing lavorare ancora sull'analisi del testo narrativo in prosa e poi sulla scrittura del testo narrativo (magari chiedo un racconto di formazione o storico???).

Valutazione: un proprio testo narrativo da produrre entro metà febbraio; un commento, una pagina critica sui Promessi Sposi su un passo letto (oppure proposto come nuovo e su cui richiedo preconoscenze, analisi del personaggio etc...); il lavoro di reading sul taccuino.

Febbraio-maggio: propongo tre percorsi più o meno contemporanei. Prima avevo pensato di dedicarmi completamente per un mese e mezzo alla scrittura di un testo espositivo/argomentativo con full immersion, ma temo che i ragazzi lo trovino pesante. Allora ho trovato un compromesso: farò la solita ora di grammatica, un'ora di letteratura delle origini (così riprendo il lavoro sulla poesia del I quadrimestre) e 2 ore di writing a settimana su espositivo e - pian piano - argomentativo (cioè portarli a maturare una propria opinione su notizie che sentono e che leggono etc...). Mi appoggerò su albi illustrati di tipo espositivo, ma anche su articoli di giornale di attualità.
Se mi ci sta, vorrei proporre un piccolo modulo (verso la fine dell'anno, in cui sono stanchi) sul teatro, solo per il gusto di leggere e per entrare un po' nelle caratteristiche della tipologia testuale. Non mi dispiacerebbe lavorare sulla creazione di un piccolo spettacolo sulla base di qualcosa letto o prodotto durante l'anno. Per esempio mi era venuto in mente qualcosa di carino sull'Eneide (proporre l'ultimo giorno di scuola una sorta di "puntata teatral-televisiva" sulla geografia dell'Eneide, con video dei luoghi e lettura di passi significativi. Ma è solo un'idea).

Ecco, questa la programmazione di massima. Sarà sostenibile? Sarà efficace?

Ora devo concentrarmi sui singoli percorsi per selezionare obiettivi tecnici e minilesson.