giovedì 2 aprile 2020

Latine... Virtualiter loquamur!!

Doverosa la premessa che segue: sono fortunata. Da un paio di anni collaboro con un collega che attualmente mi affianca come insegnante di sostegno, ma in realtà è un filosofo e per di più  appassionato di sperimentazione didattica, come me. Perciò noi ci sentiamo quotidianamente, facciamo il punto su ciò che ha funzionato e cosa no in classe, e da qui partiamo per inventarci qualcosa che sia il più possibile efficace. Un'altra cosa per cui non lo ringrazierò mai abbastanza è il suo essere molto critico: non mi fa sconti, se qualcosa non funziona lo dice e poi ci lavoriamo insieme (lui non si tira mai indietro, anzi, sprona me quando mi faccio prendere dal panico causa percezione di inadeguatezza rispetto ai canoni dell'insegnante tradizionale, ahimè imperanti alla scuola superiore).
Questa collaborazione è quanto mai prolifica anche ora che stiamo vivendo la tanto vituperata didattica a distanza. E posso contare su di lui sia per italiano che per latino nella classe quarta dove solitamente siamo in compresenza per molte ore.

E veniamo alle attività proposte a distanza per Latino.
Ancora in tempi non sospetti a lui era venuto in mente di caricare sul suo canale Youtube un video per il ripasso delle infinitive latine (eccolo qui) con un'introduzione teorica e poi degli esercizi da svolgere in modalità stop & go: viene proposta una frase, si invita lo studente a stoppare il video e a tradurla (dall'italiano al latino soprattutto) e poi a riazionare il video per controllare la traduzione.
Ecco che questo vecchio video è diventato un compito in Classroom per i miei alunni di terza e quarta ed è piaciuto così tanto ai ragazzi che ne abbiamo messo a punto un altro sulle infinitive passive e tra poco ne faremo altri ancora! Il compito su Classroom consiste nello svolgere gli esercizi del video sul quaderno o su un file e consegnare a me l'autocorrezione in rosso e un commento finale di monitoraggio dell'apprendimento. Da lì parto per inviare ulteriori spiegazioni e chiarimenti. Un successone! Grazie, collega Ivano!

In terza scientifico sto anche lavorando su Cesare: ho diviso la classe in gruppi omogenei al loro interno per livello; per ciascuno dei gruppi ho creato un file condiviso in Drive con un'attività specifica da svolgere commisurata al livello del gruppo. Si tratta di versioni di Cesare (o rielaborate a a partire da Cesare) da tradurre e commentare oppure di traduzioni da completare o da correggere etc... Ogni gruppo deve anche creare con il lessico del testo fornito delle nuove frasi tramite cui esercitare alcuni costrutti sintattici affrontati. Nelle attività ci sono anche domande di precomprensione in latino, richieste di analisi del testo, ricerche sui personaggi nominati nei testi etc...
I gruppi hanno lavorato assieme per svolgere gli esercizi (ognuno scriveva con un colore identificativo diverso) e poi io ho corretto o a volte solo segnalato gli errori. Ora nella videoconferenza settimanale i gruppi presenteranno uno alla volta i loro testi e sottoporranno ai compagni le loro frasi. Poi, dopo la presentazione, dovranno inventare un quiz o un gioco per verificare che i compagni abbiano capito e appreso i concetti chiave.
Tutto questo lavoro sarà oggetto di valutazione. Certo non potrò sottoporre ai ragazzi la canonica versione: non ha senso adesso (copiano, si fanno aiutare etc...).

In quarta ho proposto invece una videolezione in latino con una semplice spiegazione della vita di Virgilio (ho utilizzato uno dei libretti editi da Vivarium Novum) e ora sto pensando di partire dalla storia di Orfeo ed Euridice semplificata (la classe è molto debole in grammatica) per poi approdare all'originale virgiliano.

Sia alla terza che alla quarta ho infine girato un mio video che ho intitolato "Odi et amo coronavirus" e ho chiesto ai ragazzi di rispondermi sempre in latino con un audio o video. È un modo per farli parlare di ciò che ci sta capitando, ma con lo sforzo di utilizzare il latino. Alcuni hanno colto l'intento giocoso, altri hanno colto la palla al balzo per comunicare tutto il loro disagio, altri ancora devono ancora cimentarsi, ma l'ho concepito come un compito aperto, senza scadenza.

Concludo raccontando quel che sto facendo con la prima linguistico, in cui cerco di attuare a partire da qualche testo decente del manuale (supertradizionale) una didattica di tipo laboratoriale ispirata al latino vivo. Ora che ci sentiamo solo virtualmente, sto proponendo agli alunni capitolo per capitolo un testo semplificato su Orfeo ed Euridice (è un'edizione statunitense che si chiama Eurydice. Fabula amoris), che mi permette di raccontare la storia tratta da Virgilio e di lavorare su alcuni aspetti grammaticali che si incontrano nel testo (terza declinazione; il perfetto). Poi allego alla videolezione in latino degli esercizi sul modello dei Pensa di Familia Romana ed. Vivarium Novum. E dopo qualche giorno preparo video con il correttore.
Con una videoconferenza settimanale posso ritornare su alcuni concetti, chiarire dubbi etc...
Certo, devo preparare io tutto il materiale, ma mi diverto molto! E mi risulta che anche i ragazzi apprezzino...

È molto difficile far presa sui ragazzi con il latino. Sempre. Figuriamoci ora! Ma lavorando in modalità di gruppo e con attività molto semplici in autovalutazione mi sembra che tutti ci stiano provando.

Qui finisce il mio resoconto. Sono disponibile a passare i miei materiali a chiunque lo desideri e a ragionare insieme su queste e altre attività! Grazie e a presto con qualche idea di Geostoria!

venerdì 27 marzo 2020

L'italiano a distanza ai tempi del coronavirus

Come tanti miei colleghi, mi sono impelagata nella famigerata DAD (Didattica a Distanza).
La mia fortuna è stata che in alcune classi già lavoravo con Drive, perciò ero avvantaggiata.
Ho colto l'occasione per imparare a usare Classroom, che in realtà sfrutta le potenzialità meravigliose di Drive. Sto organizzando alcune attività che mi stanno dando soddisfazione: le elenco solo per fornire ai miei tre lettori (venticinque sarebbero già tanti!) qualche spunto.
Oggi racconto ciò che sto proponendo per italiano nella mia seconda articolata (liceo classico più scienze umane) e nella quarta scienze umane.
In seconda liceo stiamo lavorando sul testo argomentativo. Ancora in classe avevo letto un testo scritto da me dal titolo "I voti vanno eliminati". Testo provocatorio, argomento azzeccato, perché i ragazzi si sono appassionati. Su Drive ho organizzato un confronto di gruppo a partire da una tabella Pro vs Contro. Ognuno si piazzava dove voleva e inseriva un argomento a sostegno della tesi. In internet si cercavano fonti (obbligatoriamente da citare).
Altro step: temi a gruppi a partire dalla tesi pro o contro, sfruttando il lavoro di ricerca precedente. Qui ho dato lo schema canonico tesi, argomenti, antitesi e confutazione... Ma ho chiesto di lavorare con attenzione su incipit e finale (perché fossero accattivanti ed efficaci) e di pensare a un destinatario ben preciso da convincere. Seguirà un testo scelto da ogni studente con ricerca e scrittura individuale.
In quarta stiamo anche lì lavorando sull' argomentativo, e in particolare sulla tipologia B della Prima Prova dell'Esame di Stato. Siamo partiti da una traccia uscita l'anno scorso sull'Illusione della conoscenza e su Drive i ragazzi si sono confrontati, hanno lavorato sulla parte di comprensione e hanno creato uno schema ad Y (domande-osservazioni-connessioni) partendo dalla traccia di produzione. Ho chiesto prima di tirar fuori le loro idee e poi di fare ricerca in internet (chissà se mi avranno ascoltato!). Ora devono produrre il proprio testo individuale a partire da quanto emerso nel confronto precedente.
Altra attività proposta nelle due classi in piattaforma Classroom è stata quella della scrittura sulla lettura, cioè un'annotazione sul libro che si sta leggendo o che si è appena finito. Ora mi ingegnerò con delle recensioni creative...
Promessi Sposi: propongo audioletture che trovo in rete e sfrutto la piattaforma per l'analisi condivisa. Ho per esempio creato un compito con la funzione "Compito con domanda" con cui ho chiesto a tutti di analizzare il modo di parlare dei personaggi del capitolo 3. Ciascuno postava la sua risposta e poi poteva leggere quelle altrui.
Altro compito: registrare un vocale (e postarlo in classroom) su una frase ritenuta significativa del capitolo 4 da leggere e commentare sulla base dei concetti chiave illustrati in videolezione. 
Un'altra idea: rivisitazione in chiave moderna del cap. 3 dei Promessi Sposi e in un gruppo da 4 membri realizzare una breve pièce teatrale attraverso vocali da postare su documenti Drive. Un modo per capire se davvero hanno letto il capitolo 3.
In quarta stiamo lavorando sui tre grandi del Settecento e su Goldoni in particolare: ho condiviso la recitazione da parte di una compagnia teatrale locale della Locandiera e ho chiesto loro di prendere appunti sul quaderno (poi fotografati e caricati in piattaforma) ma anche di discutere su foglio condiviso in Drive riguardo a 5 quesiti complessi (la morale, il ruolo di Mirandolina, la natura dell'amore etc...).

Per me fondamentale è proporre attività di gruppo per mantenere il contatto e la relazione.
Concludo con il Dantedì: sempre con la quarta ci siamo organizzati tramite videoconferenza e quindi i ragazzi hanno registrato su Whatsapp dei vocali con ciascuno una terzina circa di Inf. XXVI. Ora stiamo montando gli audio cuciti insieme con dei disegni prodotti da loro e un sottofondo musicale anch'esso creato ad hoc. Spero ne esca qualcosa di carino, ma già sentire tutte le loro voci è stato commovente!

In un prossimo post racconterò di latino e geostoria.
Ora chiudo e vado a nanna!

Grazie per la pazienza di aver letto fin qui. Alla prossima!

martedì 10 settembre 2019

BOZZA DI PROGRAMMAZIONE IN QUARTA LICEO SCIENZE UMANE

Dopo una full immersion nel metodo del Reading and Writing Workshop grazie a una forza della natura di nome Loretta De Martin, sono tornata carica di idee per programmare le attività nelle mie classi. Le difficoltà di applicazione del metodo al triennio di un liceo sono non indifferenti. Però mi sono cimentata nell'impresa e, cogliendo gli stimoli di Loretta e i suggerimenti di Stefano Verziaggi, nonché avendo come faro il prezioso esempio di Sabina Minuto, ho prodotto una bozza di programmazione (da lasciar decantare per qualche giorno) per la mia quarta Scienze Umane.
Preciso che, avendo frequentato il corso di dibattito regolamentato con Novella Varisco e volendo portare avanti un progetto d'Istituto, devo inserire anche questa attività.


Settembre/metà novembre: focus sul READING.
Veloce introduzione a Umanesimo, Rinascimento e Manierismo (non in pura lezione frontale, ma lavorando anche in gruppo su alcuni video e manuale per estrapolare insieme le parole-chiave) e due autori: ARIOSTO (con lettura di ampi stralci dal Furioso raccontato da Calvino), con evoluzione del genere in TASSO (solo Tancredi e Clorinda e qualche passo per far capire le differenze) e MACHIAVELLI, con lettura ad alta voce della Mandragola.

Si scriverà come attività di sostegno alla lettura e alla comprensione del testo; magari si confronteranno le proprie analisi con qualche pagina critica quindi si lavorerà al commento letterario.

A fine modulo: tema di tipologia A (che nella parte di commento personale potrebbe arrivare a cucire insieme testi già prodotti sul quaderno). In itinere interrogazioni o valutazioni sugli interventi in classe.

Metà novembre-dicembre: focus sul WRITING
Testo espositivo e introduzione all'argomentativo (ricerca delle fonti e documentazione; evitare il plagio; struttura dei paragrafi; scopo e destinatario; prendere posizione: costruirsi un'opinione; analizzare un testo argomentativo: struttura e analisi delle prove addotte; evitare le fallacie logiche).
Alla scadenza consegnare un testo espositivo e uno argomentativo.

A FINE QUADRIMESTRE VOTI: 1 tema abbastanza tradizionale e 1 tema in modalità laboratoriale; 1 interrogazione più valutazione sulla partecipazione alle attività laboratoriali di classe.

Durante le vacanze di Natale assegnare a scelta una commedia di Goldoni o Vita di Galileo di Brecht da leggere.

Gennaio: inquadramento di Seicento e Settecento con analisi a gruppi e in plenaria dei testi letti per le vacanze. Leggi qualche stralcio della Vita di Alfieri e di Goldoni; un paio di sonetti di Alfieri.
Alla fine: tema tradizionale di tipologia A

Febbraio: testo argomentativo e dibattito. Dibatti oralmente e poi fai trascrivere per la valutazione scritta.

Marzo/metà aprile: Neoclassicismo e Romanticismo; Foscolo (Dei sepolcri e sonetti) e Manzoni (leggi l'Adelchi a voce alta).
Tema di tipologia A / commento letterario

Metà aprile/maggio: READING: Dante, alcuni canti di Purgatorio e Paradiso.

A fine quadrimestre: due temi tradizionali, interrogazioni o apporti personali nel laboratorio, voto orale sul dibattito; valutazione del testo argomentativo nato dal dibattito; testi prodotti su quaderno o taccuino...

Durante l'anno si lasciano 10 minuti di ogni lezione per la lettura personale o per conversazioni sui libri in lettura personale o per booktalk. Chiederò delle annotazioni sul quaderno (potrei accennare alla possibilità del taccuino, ma è una classe secondo me che non è pronta; magari qualcuno lo potrebbe portare avanti) per agganciare il reading in classe alle proprie letture personali (strategie di lettura che usiamo in classe da applicare sui libri che stanno leggendo).

Certo, questa impostazione non è quella vera del RWW, ma vi si ispira per alcune attività e per certi moduli. Avendo l'Esame di Stato come spada di Damocle, devo esercitare i ragazzi a lavorare sulle tipologie A, B e C, quindi devo chiedere anche temi tradizionali (che per ora mi danno sicurezza). Certo, posso permettere loro di accedere alle annotazioni sul quaderno e magari posso concedere più tempo per lavorare anche a revisione ed editing. Tuttavia, devo portarli a stare dentro i tempi previsti dall'Esame.

Per la letteratura, l'idea è di partire dal testo e poi arrivare all'analisi e alla critica, salvo un inquadramento storico-culturale iniziale.

Spero di non aver dimenticato nulla, perché di carne al fuoco ce n'è tanta e solo facendo e sperimentando vedrò se sono sulla strada giusta.

Buon inizio anno a tutti!

giovedì 18 luglio 2019

Dopo Vicenza... un tentativo di programmazione più efficace!

Vicenza, 16 luglio 2019. Ufficio Scolastico Provinciale. Una cinquantina di professori di Lettere di ogni ordine di scuola, dalla Primaria alla Secondaria di II grado. Denominatore comune: entusiasmo per il  metodo del Reading and Writing Workshop. Valore aggiunto per me: essere in compagnia delle mie super amiche che non vedo così spesso come prima, ora che abito a San Stino.

Subito capisco qual è il punto di forza di questo tipo di formazione: non servono preamboli inutili, qui tutti parliamo già un linguaggio comune. Non serve spiegare che cosa sia una minilesson, quali siano i cardini del metodo. Lo sappiamo già tutti e andiamo oltre: vogliamo confrontarci sulle questioni nodali, sulle difficoltà che abbiamo incontrato sporcandoci già le mani, cerchiamo di capire le soluzioni che altri hanno trovato a problemi comuni.

E poi abbiamo scritto sul nostro taccuino: abbiamo sentito sulla nostra pelle le sensazioni che provano i nostri alunni di fronte alle nostre richieste. L'idea è di mettersi nei loro panni per provare a capire meglio le loro eventuali difficoltà e i loro bisogni.

Finalmente ho potuto associare nomi e volti, profili Facebook e persone reali.

Che cosa ha agito più in me dei tanti stimoli ricevuti?
Direi l'intervento di Loretta De Martin e di Stefano Verziaggi.
Per sperimentare sugli albi mi sento troppo indietro rispetto all'alto livello proposto da Daniela Pellacani, e dall'altra parte qualcosa ho già fatto in quella direzione.
Porto a casa anche la bella riflessione di Simona Malfatti sull'insegnamento di una seconda lingua e so che ci devo riflettere su per tirarci fuori spunti per l'insegnamento del latino. Ma devo meditare molto.

Invece Loretta e Stefano hanno proprio colpito nel segno: hanno captato i miei bisogni del momento, perciò le loro dritte agiscono proprio nell'immediato.

Veniamo al dunque: ho iniziato a programmare per la mia futura seconda articolata (liceo classico/scienze umane). Secondo i suggerimenti ricevuti, analizzo la situazione di partenza di questa classe.

Essa ha accolto in modo favorevole la proposta dell'italiano in forma laboratoriale, e il punto di partenza è abbastanza buono. Rispetto all'anno scorso, c'è bisogno di dedicare più tempo alla scrittura in classe (spesso l'anno scorso non c'era tempo e gli alunni facevano molto a casa) e di dare il via alle consulenze. Non ci sono particolari situazioni drammatiche nel modo di scrivere dei miei alunni: diffusi errorini di ortografia a cui mi sono abbastanza assuefatta, ormai (ci vorrà moooolta pazienza per estirparli, sempre che ci riesca); errori da combattere con tutta me stessa sull'uso dei tempi verbali e dei pronomi (anche questi piuttosto diffusi); in generale livello un po' piatto di contenuti (troppa sintesi, oppure periodi sandwich, alcune banalità...). L'anno scorso abbiamo lavorato sui fondamentali della narrazione (semini non angurie, curva narrativa/focalizzazione, show don't tell soprattutto) e ho visto dei bei risultati: in generale il livello di scrittura si è alzato, c'è più consapevolezza nella scrittura. Vorrei riprendere da qui l'anno prossimo e cercare di lavorare sulla forma e sulla struttura del testo. E devo incrementare l'uso del taccuino non tanto in classe, dove spesso lo facevo estrarre per lampi di scrittura e come sostegno alla lettura, quanto a casa (l'anno scorso chiedevo due annotazioni a settimana ma non stavo sempre a controllare).
Per quanto riguarda la lettura, ho moltissimi lettori voraci in classe, la lettura in generale ha preso piede, i ragazzi tra loro parlano di libri e si consigliano libri, tuttavia vorrei andare oltre: il passo successivo e tappa obbligata è la lettura profonda, non solo in classe, ma anche sui libri personali. L'anno scorso abbiamo iniziato, ma quest'anno bisogna darci dentro!

Vediamo gli obiettivi che mi pongo per la seconda: ripresa del testo narrativo, laboratorio di poesia, introduzione del testo espositivo/argomentativo. Devo traghettare i ragazzi all'analisi del testo letterario sia in prosa che in poesia. Bisogna necessariamente passare per l'Eneide e i Promessi Sposi.

Cerco di lavorare per percorsi modulari, come mi ha suggerito Stefano, non troppo lunghi (come suggerisce Loretta).

Ecco qui che cosa ho in testa:
1 h di grammatica e 3 h di laboratorio.

Ottobre-metà novembre: Eneide (lettura ma anche scrittura: focus sul testo narrativo, la costruzione del personaggio, temi e scopi della narrazione...). Non so se inframmezzare la narrazione con collegamenti ad albi illustrati sul tema del viaggio (mi ha colpito molto quello letto da Daniela all'incontro vicentino) e magari poesie... Però l'idea è di leggere parecchi passi dell'Eneide, anche libri interi... Sicuramente dall'I al IV, poi un salto al VI e qualche passo della seconda parte, quella più iliadica.

Valutazioni: entro metà novembre, consegna di un testo narrativo; valutazione del lavoro sul taccuino, sul processo (bozze, interventi in classe di riflessione in fase di reading etc...); verifica di conoscenze sull'Eneide con piccolo commento letterario (se riesco a lavorarci) basato sulle proprie interpretazioni (partendo dai propri schemi ad Y).

Novembre-dicembre: laboratorio di poesia; autobiografia in forma poetica e analisi dei mentor texts e dei propri pezzi (lavoro su contenuto e forma, sugli strati della poesia).
Prodotto atteso (da valutare): una selezione di proprie poesie con commento (analisi e process paper); un commento di una poesia presentata come mentor text e su cui si è riflettuto in classe.

Gennaio - metà febbraio: immersione nei Promessi Sposi, magari con un percorso tematico (per esempio il tema del viaggio, per richiamare un po' l'Eneide: viaggio come spostamento e come crescita personale). In writing lavorare ancora sull'analisi del testo narrativo in prosa e poi sulla scrittura del testo narrativo (magari chiedo un racconto di formazione o storico???).

Valutazione: un proprio testo narrativo da produrre entro metà febbraio; un commento, una pagina critica sui Promessi Sposi su un passo letto (oppure proposto come nuovo e su cui richiedo preconoscenze, analisi del personaggio etc...); il lavoro di reading sul taccuino.

Febbraio-maggio: propongo tre percorsi più o meno contemporanei. Prima avevo pensato di dedicarmi completamente per un mese e mezzo alla scrittura di un testo espositivo/argomentativo con full immersion, ma temo che i ragazzi lo trovino pesante. Allora ho trovato un compromesso: farò la solita ora di grammatica, un'ora di letteratura delle origini (così riprendo il lavoro sulla poesia del I quadrimestre) e 2 ore di writing a settimana su espositivo e - pian piano - argomentativo (cioè portarli a maturare una propria opinione su notizie che sentono e che leggono etc...). Mi appoggerò su albi illustrati di tipo espositivo, ma anche su articoli di giornale di attualità.
Se mi ci sta, vorrei proporre un piccolo modulo (verso la fine dell'anno, in cui sono stanchi) sul teatro, solo per il gusto di leggere e per entrare un po' nelle caratteristiche della tipologia testuale. Non mi dispiacerebbe lavorare sulla creazione di un piccolo spettacolo sulla base di qualcosa letto o prodotto durante l'anno. Per esempio mi era venuto in mente qualcosa di carino sull'Eneide (proporre l'ultimo giorno di scuola una sorta di "puntata teatral-televisiva" sulla geografia dell'Eneide, con video dei luoghi e lettura di passi significativi. Ma è solo un'idea).

Ecco, questa la programmazione di massima. Sarà sostenibile? Sarà efficace?

Ora devo concentrarmi sui singoli percorsi per selezionare obiettivi tecnici e minilesson.



domenica 9 giugno 2019

Lo choc del primo anno alle superiori

Avevo tanto sognato di diventare prof al liceo e questo sogno inaspettatamente si è avverato anche abbastanza presto (dopo 3 anni di precariato e 6 anni di ruolo alle medie, all'età di 36 anni). Non nascondo, però, che passare dall'altra parte sia stato un vero e proprio choc!

Ho trovato un ambiente un po' più stagnante, meno aggiornato, più ancorato alla tradizione, per i miei gusti a volte un po' troppo ingessato, troppo formale. Durante le lezioni sono stata richiamata più volte dai colleghi perché troppo casinista! Perché io facevo giocare in classe con le regole del latino, facevo recitare, facevo lavorare a gruppi: niente silenzio religioso in classe...

Devo dire che poi pian piano i colleghi hanno conosciuto me e io ho conosciuto loro, e le cose sono andate meglio.

Lavorare con i ragazzi non mi ha messo in crisi: mi sono sempre divertita, ho ricevuto da loro parecchi stimoli. Certo, i ragazzi diciassettenni sono meno malleabili degli undicenni, hanno già i loro pregiudizi, una loro idea ormai cristallizzata di scuola: non è stato facile chiedere loro di lasciarsi andare alla creatività, per esempio, benché poi molti si siano buttati, si sono fidati! In prima è stato più semplice, anche perché ho trovato una classe aperta e motivata, direi gioiosa. Sì, sono stata proprio fortunata con le classi quest'anno: una prima di gente entusiasta, una seconda di ragazzi (mi verrebbe da scrivere ragazze perché c'era solo un maschio!) splendidi, una terza sfidante ma accogliente.

Un'altra fortuna? Avere un collega di sostegno in classe per molte ore con la stessa mia passione per l'insegnamento: abbiamo progettato insieme praticamente tutte le attività, ci siamo confrontati quotidianamente su successi, insuccessi, stato dei ragazzi etc...

Nonostante tutte queste premesse positive, è stato un anno durissimo: l'adattamento in un sistema nuovo, le frequentissime malattie dei bambini, il senso di inadeguatezza costante, il mio perenne sentirmi alla rincorsa, l'ansia da prestazione sono tutte sensazioni che ho ancora sulla pelle. La scuola è finita, ma il mio cervello è ancora in allerta, lo stomaco contratto. Ci sono ancora gli scrutini, le scadenze, etc...

Ora, però, ho bisogno di respirare un secondo e di guardarmi indietro, di fissare bene nella mia testa che cosa è funzionato e che cosa no, facendo tesoro anche dei suggerimenti dei miei ragazzi.

Procedo con ordine:
- classe prima, italiano: sono soddisfatta di come ho gestito la selezione dei contenuti, però devo essere più aderente a una routine di lavoro in classe, altrimenti i ragazzi si disorientano. L'anno prossimo in seconda vorrei provare a lavorare a blocchi, per unità di apprendimento, frenando le mie ansie e le insicurezze. Devo partire dalle competenze e non dai contenuti, senza farmi condizionare dalle idee di altri miei colleghi. Io so che è giusto così, perciò non devo vacillare, come mio solito.

- classe prima, latino: io qui se potessi abbandonerei subito il metodo tradizionale, che funziona poco. Ho commesso degli errori quest'anno, in primis di ritenere semplici dei passaggi che per i ragazzi sono risultati complicati. Devo imparare a capire meglio dove si celano le difficoltà per gli alunni. Sono soddisfatta, invece, di aver introdotto la rappresentazione grafica della morfosintassi, nonostante i limiti che può avere: peccato non averla pensata subito! In realtà ho dovuto fare lo sforzo di capire che cosa succede nella mia mente quando procedo in automatico alla traduzione. Mi ci è voluto del tempo. Mi dispiace. Per gli anni prossimi, anche in latino vorrei creare una sorta di routine da ripetere lezione dopo lezione, per aiutare i ragazzi a creare automatismi. Ci devo lavorare. E soprattutto devo fidarmi più di me stessa e sganciarmi dal manuale.

- classe seconda, latino: è la classe dove mi sembra di aver dato meno e di avere raccolto di più! L'ho già detto che questi ragazzi sono stati semplicemente meravigliosi. Abbiamo lavorato molto e anche giocato un pochino: la didattica ludica è sempre apprezzata! Mi è piaciuto molto fare Catullo con loro attraverso la traduzione contrastiva.

- classe terza, italiano: qui hanno fatto breccia i lavori di gruppo e i lavori creativi, ma anche la lettura de Il libro di tutte le cose in classe. La letteratura e Dante sono state un successo (Dante imparato a memoria, gustato senza troppe menate critiche), un po' meno il laboratorio di lettura e scrittura, che non sono riuscita a seguire come avrei voluto. I ragazzi hanno apprezzato quei pochi momenti di scrittura in classe, quando dovevano scrivere di se stessi. Il problema è che loro sono grandi, quindi devo traghettarli verso una scrittura più eterocentrata, più argomentativa. Questo è un nodo che dovrò sciogliere. Credo che potrebbe funzionare il fatto di aderire al progetto "Quotidiano in classe", magari mettendo in piedi una sorta di redazione. Vediamo!

- classe terza, latino: un vero fiasco. Tantissime energie spese e risultati raggiunti scarsissimi. Ragazzi ostili alla materia, demotivati, impreparati (neanche rosa rosae). Le ho provate tutte, ma pochi ragazzi hanno effettivamente portato a casa un miglioramento. Credo che l'anno prossimo la giocherò tutta sugli autori: letture interessanti per poi affondare sulla riflessione linguistica (e lessicale).

Che cosa mi porto a casa da quest'anno scolastico? Sicuramente la conferma che il vero apprendimento sia EMOZIONALE, DI PANCIA! Altrimenti è solo studiacchiare per la verifica, appiccicarsi delle etichette in testa da rimuovere dopo pochi giorni.
Vorrei anche provare, quest'estate, a programmare dei veri percorsi di apprendimento con valutazioni in itinere per far capire che non si studia solo per la verifica, ma sempre!
Infine, ho bisogno di lavorare tantissimo per la predisposizione del laboratorio di lettura e scrittura. Non riesco ad applicarlo come alle medie, devo rimetterlo a punto, scegliere una strada ben definita e seguire quella.

Insomma, tanto da studiare, tutto da migliorare. AVANTI TUTTAAAAA!!!!!!


giovedì 6 settembre 2018

Come superare l'ansia da mancanza di tempo????

Dunque, alle superiori 4 ore a settimana per italiano. Cioè per leggere, scrivere, fare riflessione linguistica e lavorare su vari generi e tipologie testuali. Dire che il tempo è risicato è un eufemismo.
Allora, mi chiedo, con Alice Cabrelle: che cosa insegnare e come per incidere davvero? Che cosa selezionare? Che cosa è irrinunciabile?

Dunque, la priorità va a lettura e scrittura: leggere per comprendere, leggere per diletto, con accostamento graduale ai classici. Scrivere in modo corretto e strategico, pescando tecniche dagli scrittori professionisti e sperimentando diverse tipologie testuali.
Ortografia e grammatica le affronterei in situazione, a partire dai testi dei ragazzi, almeno laddove è possibile. Se insegnerò latino, sfrutterò l'avviamento allo studio della lingua per consolidare le nozioni fondamentali dell'analisi logica.

Dicevamo lettura e scrittura: in questi giorni, benché sia frenata dal fatto che ancora non conosco le classi e le discipline che insegnerò, sto meditando su come potrei organizzare il programma di italiano (intanto!), ipotizzando di dover interfacciarmi con il biennio del liceo.

Sono andata a leggermi le Linee Guida ministeriali per i Licei per capire che margini ho.
Quindi ho deciso che organizzerò così le 4 ore di italiano, per esempio in prima: lascio 1 ora per epica, 1 ora (alla bisogna) per grammatica, 2 ore per lettura e scrittura.
Nelle ore non di laboratorio lascerò leggere in classe il proprio libro a scelta, mentre nel laboratorio si leggerà rigorosamente ad alta voce per poi procedere alla minilesson di lettura o scrittura, al lavoro su di essa e poi alla scrittura autonoma. Ogni mese chiederò una recensione e cercherò di dare spazio ai booktalk.

Siccome entro in una nuova scuola, non mi metto a rivoluzionare la valutazione: sicuramente il laboratorio sarà valutato, ma anche affiancato da un paio di scritti più tradizionali, in base alle decisioni di dipartimento.

Prossima mossa: preparare la biblioteca di classe! E magari intanto verrò a sapere le classi!

venerdì 17 agosto 2018

Tempo di bilanci e di buoni propositi...

L'anno scolastico appena passato mi ha dato tante soddisfazioni: nella mia terza media, ho visto crescere i ragazzi sia come lettori che come scrittori; hanno amato la poesia (soprattutto la poesia della settimana) e si sono messi in gioco loro stessi come poeti; hanno automatizzato ricerca e condivisione di informazioni e anche delle fonti utilizzate. Hanno costruito una comunità di apprendimento.

I punti di forza sono stati per me il metodo del Reading & Writing Workshop (ora c'è anche un meraviglioso sito consultabile qui) che ho adottato non in toto (non per scelta, ma per mia incapacità, nel senso che non ero pronta), ma comunque abbondantemente, e il Cooperative Learning (a volte semplice lavoro di gruppo o a coppie con condivisione grazie a vari strumenti elettronici, come ad esempio We School o Google Drive). L'idea base della mia didattica è stata quella di creare un apprendimento il più possibile attivo e "comunitario", con una valutazione che partisse innanzitutto dalla riflessione sulle proprie strategie, sul prodotto e sul processo e che fosse anche autovalutazione (ognuno si valutava da sé ma era anche valutato dai pari). Quel che ha funzionato più di tutto è stata la personalizzazione degli obiettivi da raggiungere: i ragazzi hanno apprezzato molto.

Certo, ho trascurato delle cose, ad esempio la grammatica tradizionale: ho preferito dare un taglio valenziale e ragionare sul verbo e sulle reggenze fondamentali. Ho cercato di far ragionare i ragazzi sul concetto di "funzione" e sul fatto che la valenza del verbo potesse essere saturata da un complemento ma anche da una frase avente la stessa funzione. Volevo superare la distinzione netta tra la cosiddetta analisi logica e quella del periodo, ma qui gli alunni si sono un po' persi. Se potessi tornare indietro, ci andrei più cauta. Tuttavia, sono sempre più convinta che fare analisi logica e del periodo in modo tradizionale sia una mera perdita di tempo: mi malediranno i docenti del liceo, ma spiegare ancora il complemento di età o di prezzo mi pare assurdo. Farei più felice quei docenti e sicuramente qualche genitore se cedessi al richiamo della tradizione, però proprio non ce la faccio.

Da settembre, anch'io farò parte della schiera dei docenti di italiano e latino del liceo: non so che ambiente troverò, se potrò azzardarmi a fare a modo mio nonostante le indicazioni dipartimentali, però una cosa la so per certa: non posso certo tornare indietro!

La sfida più grande che dovrò affrontare sarà quella di conciliare metodo laboratoriale con studio diacronico della Letteratura nel triennio, il tutto con solo 4 ore a disposizione. AIUTO!

Ho pensato di andare a pescare qualche idea nel blog di Sabina Minuto, che trovo molto interessante.

Credo anche che bisognerà seriamente valutare il metodo della Flipped Classroom...

Per il momento, mi dedico alla lettura di A. Chambers, Il lettore infinito, per darmi la giusta carica e motivazione.

Mi impegno a riportare sul blog idee, aspettative, spunti di riflessione, materiali per la programmazione. In effetti, ho latitato troppo ultimamente...